Fattori di rischio

Medici e ricercatori devono ancora individuare le precise cause dell'autismo. Secondo alcune teorie, la comparsa del suddetto disturbo del neurosviluppo sarebbe legata a fattori di natura genetica o a particolari fattori ambientali.

FATTORI DI NATURA GENETICA: LE IPOTESI
Il sospetto che l'autismo possa avere cause genetiche nasce da diverse osservazioni: Il fatto che molte persone autistiche hanno, o hanno avuto, parenti con problematiche analoghe. In alcune circostanze, il grado di parentela è davvero assai elevato (per esempio, nel caso dei gemelli) e questo non fa altro che avvalorare la teoria delle cause genetiche. Il fatto che alcuni soggetti con autismo sono portatori di particolari malattie genetiche, tra cui: la sindrome dell'X fragile, la sindrome di Williams, la sindrome di Angelman e la sindrome di Rett.
Il fatto che alcuni esperimenti hanno rilevato l'esistenza di geni coinvolti nello sviluppo del cervello e nel controllo di tutte quelle funzioni cerebrali, compromesse in presenza di autismo.
Al momento attuale, è impossibile affermare l'esistenza di un legame tra determinati geni del genoma umano e l'autismo: nessuna evidenza scientifica, infatti, ha dimostrato con assoluta certezza una correlazione genetica tra alcune alterazioni genetiche (mutazioni) e la presenza di una qualsiasi forma di autismo.

FATTORI AMBIENTALI: LE IPOTESI
Premessa: un fattore ambientale è una qualsiasi circostanza, evento o abitudine che può condizionare la vita di un individuo, in una certa misura. Secondo le ipotesi di medici e ricercatori, i fattori ambientali che potrebbero incidere sulla presenza dell'autismo sono: La nascita prematura. Un parto è prematuro quando ha luogo almeno tre settimane prima della quarantesima e ultima settimana di gravidanza.
- L'assunzione, da parte della madre, durante la gravidanza, di alcol o determinati farmaci (come per esempio il sodio valproato).
- L'esposizione massiccia della madre ad ambienti dall'aria assai inquinata.
- Le infezioni materne, contratte dalla madre durante la gravidanza.
- L'età avanzata dei genitori, al momento del concepimento.

Attualmente, le evidenze scientifiche in merito sono ancora insufficienti. Ecco per quale motivo sono in corso diversi esperimenti, il cui obiettivo è dimostrare l'effettiva connessione tra i punti sopraccitati e la condizione di autismo.

GLI INDIVIDUI MASCHI SONO PARTICOLARMENTE A RISCHIO
Come affermato, i soggetti autistici sono di solito persone di sesso maschile.
Secondo alcune ricerche statistiche, il rapporto maschi:femmine con autismo è di 4:1. Quindi, la tendenza della popolazione maschile a soffrire di autismo è 4 volte superiore, rispetto alla popolazione femminile.

MITI DA SFATARE
Un tempo, circolavano le ipotesi che l'autismo potesse derivare da o avesse un qualche legame con:
- La vaccinazione contro il morbillo, gli orecchioni e la rosolia (vaccino MPR).
- L'esposizione al thiomersal (o thimerosal), un conservante per vaccini, usato anche nella preparazione di: disinfettanti per uso oftalmologico, immunoglobuline, sieri anti-veleno, inchiostro per tatuaggi. In questi ultimi 10-15 anni, diverse ricerche hanno dimostrato che non esiste alcun legame tra le due suddette circostanze e l'autismo.